Divezzamento consigli pratici

Rubrica a cura di Sandra Greco

Formalmente, secondo l’OMS, è corretto chiamare questo periodo alimentazione complementare, intendendo l’introduzione dei cibi, come complemento all’allattamento e non come sostituzione.

Questo è un periodo molto delicato che segna il passaggio da un’alimentazione esclusivamente liquida a base di latte ad una, appunto complementare,  arricchita da nuove consistenze e diversi sapori, che condurrà gradatamente il vostro piccolo ai cibi solidi. Non togliete il vostro latte se potete, è importante in questo passaggio.

Quando introdurre i primi alimenti?
Non prima dei sei mesi.
Prima di allora infatti, il bambino non è pronto a mangiare,
digerire e assorbire cibi diversi dal latte, rispettare i tempi dello svezzamento è una questione di salute e di prevenzione.

Nelle prime settimane sarà sufficiente un pasto al giorno, dopo circa 5 settimane si potrà inserire anche il secondo pasto.

Cosa prediligere?
Senz’altro verdure di stagione e con meno trattamenti possibili. Le verdure vanno sempre passate molto bene e sarà necessario aggiungere olio rigorosamente extravergine d’oliva.
Si dovrà aggiungere un cereale in crema partendo da riso o miglio, per poi passare a farro, avena o grano (preferibilmente grani antichi tipo senatore cappelli).
Bilanciare sempre con una proteina che può spaziare dal parmigiano grattugiato stagionato al pesce bianco magro, al pollo (meglio se biologico) al tacchino e ai legumi.
Personalmente, attenderei il primo anno di vita per inserire l’uovo (sempre biologico), in quanto alimento particolarmente allergizzante.

È importante iniziare sempre da piccole quantità (es. un paio di cucchiaini di vasetto di omogeneizzato) per poi passare al vasetto intero gradatamente.

Se il vostro bambino consuma il latte formulato, si potrà spostare l’assunzione di proteine tra gli 8 e i 9 mesi.
Il fabbisogno medio di un lattante tra i 6 e i 12 mesi è stimato a 9 g di proteine al giorno.

IN PRATICA: Si può partire con farine solubili a base di cereali (come indicato in precedenza) da unire al classico brodo vegetale e poi gradualmente aumentare la consistenza e la dimensione passando alle pastine di grano duro e ai cereali in chicco come il farro o l’orzo.

FRUTTA: si a frutta di stagione biologica grattugiata oppure a vasetti bio senza additivi e senza zuccheri aggiunti.

ACQUA: il fabbisogno di acqua è di 90 ml per chilo. Un bimbo di 6 mesi di 8 kg, per esempio, dovrebbe consumare circa 700 ml di acqua naturale a temperatura ambiente, al giorno.

ZUCCHERO E SALE? MAI PRIMA DEI DUE-TRE ANNI DI VITA. Assolutamente NO anche a dolciumi, bibite, succhi di frutta e dolciumi per l’infanzia (pappa lattea, yogurt alla frutta, biscotti, camomilla, ecc), sono solo prodotti nati per fare business!
Stipsi o diarrea inizialmente? Nessuna paura, l’intestino del vostro piccolo si sta adattando ad una nuova alimentazione.

ATTENZIONE ai cibi a più alto rischio di soffocamento tipo: uva, oliva, pomodori, carote, finocchi, frutta secca, caramelle e cibi fibrosi tipo prosciutto e mozzarella.

PICCOLI CONSIGLI DA PROFESSIONISTA…E DA MAMMA:
Vivete la tavola come un momento familiare, mangiate insieme condividendo l’esperienza del cibo.
È così che i bambini imparano a
mangiare bene e ad amare ciò che mangiano.

Supervisionate sempre i bimbi quando mangiano.

Date delle regole. Niente tv o cellulare quando si mangia, è un momento di condivisione.

Siate un buon esempio.

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